Dalla start-up di soli sviluppatori al digital studio di oggi: scopri il dietro le quinte del rebranding di Tandù. Un viaggio tra evoluzione del team, il significato nascosto del logo "bruco" e la sfida di rappresentare dieci anni di innovazione costante. Leggi come ci siamo trasformati per disegnare il futuro digitale del 2026.
Nel 2015 Marco e Federica hanno fondato Tandù. Erano un piccolo team di sviluppatori con tanta voglia di fare e con il mondo digitale che cambiava veloce.
L’idea era chiara: costruire uno spazio autentico, senza barriere. Non volevano rimanere intrappolati in schemi fissi o ruoli rigidi. Non solo un’agenzia, ma un modo di lavorare. Un posto dove le relazioni contassero quanto i risultati, dove la dinamicità fosse la regola, non l’eccezione. E per rappresentare questa visione serviva un simbolo. Ecco il bruco.
All’inizio era tutto codice, sviluppo, altre righe di codice. Poi è arrivata la consapevolezza: per spaccare nel digitale non basta saper programmare. Servono designer che capiscano cosa funziona, marketer che sappiano raccontarlo, strategist che vedano tre mosse avanti.
Così abbiamo iniziato ad allargarci. Ogni persona nuova portava competenze fresche, punti di vista diversi, idee che da soli non ci sarebbero mai venute. La collaborazione da optional è diventata il nostro superpotere.
Oggi siamo sedici persone. Sviluppo, marketing, design e strategia: abbiamo tutto in casa. Ogni giorno è un flusso continuo di contaminazione creativa, dove ci confrontiamo, discutiamo, sperimentiamo. E funziona proprio perché siamo dinamici.
Il nostro team è quello che fa girare tutto. Non siamo colleghi che si sopportano, siamo una squadra che cresce insieme, senza schemi fissi e senza barriere.
Siamo sparsi per l’Italia: ognuno con il suo accento, le sue stranezze, la sua playlist preferita per lavorare. E questa diversità è il nostro punto di forza.
Sulla carta siamo: due designer che notano se un pixel è fuori di 0,5mm, cinque project manager che vivono su Meet e Google Calendar, tre marketer che parlano conoscono insight e meme, sei sviluppatori che sanno tre lingue, italiano, inglese e codice.
Ma se provi a individuare chi fa esattamente cosa nella pratica quotidiana, non sarà semplice. Siamo talmente dinamici e fluidi che i ruoli si mescolano, le competenze si incrociano, i confini sfumano. Quando entri in Tandù capisci subito che qui nessuno sta nel suo angolino. Ci muoviamo fluidi tra progetti e competenze, senza compartimenti stagni. Prima di essere un organigramma, siamo un team.
Il logo nasce da un’idea precisa: il lavoro di squadra. “Tandù” in Swahili, lingua bantu parlata in alcune zone dell’Africa orientale, significa bruco o millepiedi. Non è un caso. Il bruco è il simbolo della trasformazione. Parte piccolo, cresce, si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Un po’ come noi: da piccolo team di sviluppatori a digital studio completo.
Ma c’è dell’altro. Il millepiedi ha centinaia di zampe che si muovono in perfetta sincronia. Ognuna fa il suo, ma è il movimento insieme che lo porta avanti. Esattamente come fa un team quando funziona davvero.
Ogni progetto che facciamo è così: tante teste, tante competenze, un’unica direzione. Tutti insieme, passo dopo passo.
Arrivati al decimo compleanno ci siamo guardati allo specchio e abbiamo detto: “Ok, siamo cambiati parecchi”. Non che il vecchio logo non ci piacesse più, anzi, ma eravamo cresciuti: più persone, più competenze, più ambizioni.
Serviva un’immagine che raccontasse chi siamo oggi. Non una rivoluzione, ma un’evoluzione. Il bruco, ovviamente, è rimasto al centro ma l’abbiamo reso più pulito, più moderno, più “noi del 2025”.
Il nuovo logo è l’equilibrio perfetto tra passato e presente. Ricorda da dove veniamo, mostra dove siamo arrivati.
Rifare il logo non è come cambiare wallpaper sul desktop. È un processo che chiede visione, tempo e confronto.
Abbiamo organizzato sessioni di brainstorming con creativi, designer ed esperti di branding. Non per delegare, ma per contaminare le nostre idee con punti di vista diversi. Dalle discussioni sono emerse decine di direzioni possibili, alcune inaspettate, altre perfettamente in linea con quello che cercavamo.
Poi abbiamo preso tutto quel materiale e l’abbiamo sviluppato, plasmandolo fino a farlo diventare davvero nostro. Ogni proposta è stata un’occasione per chiederci: “Chi siamo? Dove vogliamo andare? Cosa ci rende Tandù?”. Un processo lungo, a tratti complesso, ma incredibilmente stimolante.
Con il nuovo look siamo pronti per il futuro. Il digitale non si ferma mai, e noi nemmeno. Continuiamo a innovare, sperimentare, creare cose che lasciano il segno. Il team crescerà ancora, i progetti diventeranno più complessi, le sfide più grandi. Ma la nostra essenza resta quella: lavoriamo insieme, ci contaminiamo, affrontiamo tutto come una squadra.
Il futuro è tutto da scrivere. E con questo rebranding siamo pronti a crescere insieme ai nostri clienti, un progetto alla volta.
Come il bruco che diventa farfalla, noi non smettiamo mai di evolverci. E lo facciamo sempre nello stesso modo: con tutte le nostre zampe che si muovono insieme, verso la stessa direzione.